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Simone Maggio

Monterosa Hütte "Bergkristall",

 

Ciao a tutti! Circa una settimana fa guardando la trasmissione di Michele Santoro ANNOZERO , sono rimasto colpito dall’intervento di Beppe Grillo, che in quel caso era sul tema del nucleare;

in realtà , quello che ha attirato la mia attenzione è stata una notizia che Grillo velocemente e senza dettagli ha inserito nel suo discorso , e cioè ha menzionato la costruzione di una struttura alberghiera in Svizzera , situata a 3.000 metri di altezza sulle Alpi  che era alimentata totalmente ad energia rinnovabile !

Sono andato a fare una ricerca in rete e ho trovato delle informazioni che voglio condividere con voi.

Sul sito www.thinkice.it ho trovato un articolo che parla di questa struttura, che si chiama Monterosa Hütte "Bergkristall", ; qui sotto ve lo riporto:

Questo 25 settembre è stato inaugurata la nuova Monterosa Hütte "Bergkristall", sopra Zermatt, dopo sei anni dall'inizio della sua progettazione. Il rifugio inizierà la sua normale attività a marzo 2010, dopo la pausa invernale.

Il rifugio, di proprietà del Club Alpino Svizzero, è stato costruito in occasione del 150° anniversario del Politecnico di Zurigo, in collaborazione con la facoltà di architettura dell'università tecnica di Lucerna e lo stesso Club Alpino Svizzero. Esso rappresenta un esempio unico nel suo genere, sia dal punto di vista architettonico sia per l'impostazione energetica e impiantistica.

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Situato su un pendio esposto a 2883 metri, nel mezzo di un paesaggio incontaminato e spettacolare tra i ghiacciai del Gorner, del Grenz e del Monte Rosa, diventerà una pietra miliare per le future costruzioni alpine.

Il progetto per il nuovo rifugio ha riassunto in sé i parametri del paesaggio, della funzionalità e delle nuove tecnologie nella forma di uno scintillante cristallo di roccia. Tuttavia esso da anche l'impressione di un "costruzione-rifugio" familiare. All'interno l'impiego del legno crea un dialogo interessante tra modernità, tradizione e attrattività. Lo splendido paesaggio fa da scenario continuo attraverso le scale a cascata, dalla sala da pranzo fino al piano più alto. Al contrario le camere da letto ricordano l'atmosfera di sicurezza e ritiro che è propria dei rifugi di un tempo.

Per quanto riguarda l'aspetto energetico il 90% del fabbisogno viene soddisfatto dall'energia solare: attraverso pannelli fotovoltaici infatti è possibile immagazzinare l'energia necessaria per il funzionamento di tutti gli apparecchi elettrici. L'energia in esubero viene immagazzinata in batterie; ciò garantisce una disponibilità continua di energia anche nelle giornate con cielo coperto o durante le ore notturne.

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L'approvvigionamento di acqua avviene tramite lo scioglimento della neve nei dintorni del rifugio. Questa viene raccolta in estate e immagazzinata in un serbatoio, così da garantire sempre acqua corrente nel rifugio. Tutti gli apparati sono stati comunque progettati per il risparmio dell'acqua. Per esempio l'acqua di scarico delle cucine viene usate come scarico nei bagni mentre l'acqua calda per docce, lavandini e la cucina viene ottenuta da impianti solari termici.

Un fattore molto importante per ottenere un alto grado di autosufficienza è la capacità di "gestione" dell'energia: non sono solo i singoli componenti a garantire il risparmio energetico, ma è soprattutto la loro interazione che rende questo edificio così intelligentemente ottimizzato. Assieme all'analisi dei dati sul clima attuali (temperatura e irraggiamento) e dei diversi parametri dell'edificio (energia e acqua accumulate), vengono introdotti nel sistema anche dati quali le previsioni atmosferiche e l'afflusso di visitatori futuri. Questo permette una precisa regolazione di tutto il sistema-edificio e così una effettiva crescita della sua efficienza.

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Per quanto riguarda la realizzazione vera e propria del rifugio vanno sottolineati diversi aspetti. Non c'è nessuna strada o impianto di risalita per arrivare all'area di progetto. Il trasporto dei vari materiali è avvenuto in parte via strada e su rotaie, ma nell'ultimo tratto del tragitto dalla stazione di Rotenboden attraverso il ghiacciaio si è reso necessario l'uso dell'elicottero.

L'elemento costitutivo della logistica dei trasporti è la struttura di montaggio in legno, che con le sue 200 tonnellate di peso rappresenta la più grande componente costruttiva di peso dell'edificio. Per la realizzazione sono state ipotizzate diverse soluzioni possibili. Sebbene l'impiego di strutture a cella prefabbricate per la realizzazione degli spazi interni avrebbe potuto accorciare notevolmente i tempi di realizzazione, si è optato per l'utilizzo di piccoli componenti prefabbricati (pareti e solai), facilmente trasportabili con piccoli elicotteri perchè notevolmente più leggeri.

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La scelta di questa soluzione costruttiva ha permesso sia di restare nel budget prefissato, sia di ultimare la costruzione in un arco di tempo ragionevolmente breve.
I lavori di costruzione sono stati possibili solo nei mesi estivi, ed è stato necessario un dettagliato studio logistico che consentisse di portare in loco solo il materiale necessario nei pochi mesi di lavoro. Si è cominciato nell'estate 2008, quando sono stati realizzati i sistemi di ancoraggio al suolo. Successivamente è stato possibile montare in loco le pareti e i solai in legno, avvitandoli tra di loro. L'isolante termico fissato aBlle pareti viene protetto da vento ed egenti atmosferici da un rivestimento in metallo.

Grazie a Luci86 per la traduzione dal tedesco di questo articolo.

Informazioni e foto su | www.neuemonterosahuette.ch


Ultima modifica Venerdì 25 Marzo 2011 10:25

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