Natives

Natives
“Così noi decideremo di vendervi la nostra terra. Ma questo è strano per noi. Perché se non possediamo lo scintillio dell’acqua, il silenzio della foresta , come possiamo venderle?...”
Natives è un progetto musicale nato da una profonda risonanza con l’essenza dell’anima dei “nativi”, come vengono chiamati gli uomini che popolavano l’America prima che i bianchi la conquistassero brutalmente, distruggendo una cultura tra le più profonde e poetiche della umanità.
Le fonti del progetto sono state cercate tra i canti di varie tribù e filo conduttore che scandisce l’intrecciarsi di queste ombre che attraversano l’intera gamma delle emozioni ed esperienze umane è il discorso di Chief Seattle, il primo ( e forse insuperato per bellezza), discorso in difesa del pianeta.
E’ importante sottolineare che il concetto di Nativi non si riferisce in questo progetto ai soli indiani d’America ma vuole rivolgersi e parlare di tutti gli esseri umani, che indipendentemente dal loro grado di evoluzione tecnologica, sono stati e rimangono dei Nativi , degli abitanti di Madre Terra.
Il cacciatore, la sua donna, l’innamorato, i fiumi come fratelli fatti di acqua, gli animali come compagni del nostro viaggio terreno(“cosa sarebbe l’uomo senza animali? Se gli animali scomparissero l’uomo morirebbe a causa della sua immensa solitudine…”)il vecchio alla fine dell’esistenza, il dolore per un piccolo figlio perduto ,il vanto orgoglioso per lo splendore del proprio cavallo,la supplica ai poteri più alti per il dono della pioggia…
Il pacato, paziente,quasi stupito rilevamento delle diversità tra la razza bianca e la razza dei nativi sembra lo stesso senso di costrernata confusione che ci coglie dinanzi alla testimonianza di una violenza, del prevalere di un interesse per cui pochi godono di una abbondanza mentre molti sono nel bisogno.
Non è un sistema di credenze contro un altro: è il ricordo di quello che può rendere la vita di ogni creatura un’esperienza significativa o avvicinarla ad un viaggio disperante come le preoccupanti emergenze sociali della nostra struttura occidentale stanno facendoci avvertire: è l’uomo che si differenzia da ciò che ci rende non umani.
Chief Seattle parla della poesia intessuta nella nostra memoria genetica e ci avvicina ad una parte che la più sofisticata delle tecnologie non potrà mai ( per nostra fortuna) sostituire: la nostra irriproducibile, non misurabile, non sostituibile qualità di esseri umani.
Realizzazione
Da alcuni anni vivo , insieme a Simone in un casolare immerso nella campagna marchigiana, in compagnia dei cavalli e di gatti, fagiani, civette e serpenti, senza contare api, forbicine , uccelli notturni e non.
Questa situazione ci ha portato a esplorare modelli esistenziali diversi da quelli usati in dimensioni cittadine.
I cavalli mangiano l’erba e cercano ombra quando c’è il sole e sole quando c’è freddo.I gatti inseguono le lucertole. I fagiani escono dall’erba nei loro voli brevi e rumorosi.
Cosa fa l’essere umano in tutto questo?
Può avere paura. O può imparare a comunicare con queste creature ed entità a cui non da timore il silenzio e la verità: amico o nemico,cibo, acqua, pioggia,la terra…, se stesso…
Ci è sembrato che quello che dicevano i nativi con le loro poetiche immagini fosse una fonte inesauribile di buoni consigli su come entrare in comunicazione ed armonia con quello che ci circonda.
E’ una esperienza di vita ed abbiamo voluto parlarne.
Ad un certo punto ho iniziato a sentire che quei canti potevano avere un filo e che potevano avere della musica e che tutto poteva essere una Cantata su come vivere, amare, morire e pregare.
Così ho scelto alcune frasi, o immagini e le ho messe insieme secondo una storia molto semplice, che parla di noi, di me,di voi, di tutti gli esseri, della pioggia e del cibo. E del fatto che gli esseri umani sanno cantare di tutto questo.
Il progetto si avvale di musica interamente originale, creata da Simone Maggio, che ha cercato una dimensione musicale lontana da filologismi, ma sintonizzata con quello che questa cultura può dire oggi.
Non ci sono “Heyoka”,Mitakuye oyasin” o elementi musicali che possano individuare questo progetto come appartenente ad una sola cultura.
E’ un progetto di ogni essere vivente. Non necessariamente umano. Speriamo altri esseri possano sentire che questo lavoro parla anche di loro.
Monica di Siena
NATIVES
Da un’idea di Monica di Siena
Creato ed eseguito dai Dùnedain (Monica di Siena e Simone Maggio.)
Testi a cura di Monica di Siena, liberamente tratti da canti dei Nativi Americani , dal Discorso di Chief Seattle.
Traduzione a cura di Mario Corradini, Fidel Olivieri, Monica di Siena e Adriana Artacho.
Musiche originali di Simone Maggio.
Monica di Siena - voce
Simone Maggio - pianoforte, keyboards & programming orchestra
Per saperne di più e per ascoltare Natives visita il sito.




