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  <title>Ultimi albums @ Simone Maggio</title>
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  <description>Simone Maggio</description>
  <lastBuildDate>Sun, 20 May 2012 18:25:47 GMT</lastBuildDate>
  <language>en-us</language>
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   <title><![CDATA[Album:Simone Maggio - Sala Aldo Nicolaj - solo 2008]]></title>
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   <pubDate>Sun, 20 May 2012 18:25:47 GMT</pubDate>
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   <description><![CDATA[<img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" alt="SOLO_PIANO_" src="images/stories/foto/SOLO_PIANO_.jpg" height="340" width="397" /><br />]]></description>
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   <title><![CDATA[Album:Simone Maggio & Emanuele Melisurgo - Winds in tunes]]></title>
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   <pubDate>Sun, 20 May 2012 18:25:47 GMT</pubDate>
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   <description><![CDATA[<p>&nbsp;<img style="border-width: 2px; border-color: #232323; display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" alt="copertina_winds2_2retro" src="images/stories/foto/copertina_winds2_2retro.jpg" height="493" width="538" /></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b>WINDS IN TUNES</b></p>
<p align="center"><b>Simone Maggio – Piano</b></p>
<p align="center"><b>Emanuele Melisurgo – Sassofoni</b></p>
<p><i> </i></p>
<p><i> </i></p>
<p><i> </i></p>
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<p><i> </i></p>
<p><i>Winds in Tunes</i> è un progetto originale in cui composizione e improvvisazione si fondono. E' nato dall’amicizia di due artisti, <b>Simone Maggio</b> (<i>piano</i>) e <b>Emanuele Melisurgo</b> (<i>sassofoni</i>), e da un comune intento volto alla ricerca di un suono <i>intonato </i>con l’essenza umana, di un suono autentico.</p>
<p>Nel dicembre 2009 <i>Winds in Tunes </i>diventa un disco, interamente composto da brani originali dei dei musicisti ed edito dall’etichetta indipendente <i>Saint Louis Jazz Collection</i>.</p>
<p><i><br clear="ALL" /> </i></p>
<p><i>“Diciamo che l’ingrediente principale di questo progetto è l’amicizia. Ci siamo conosciuti al Saint Louis College of Music alla fine del 1999 e da li è nato un sincero scambio di idee e di esperienze che nel tempo si è evoluto in quello che oggi è il progetto “Winds in Tunes”. In realtà noi, senza saperlo, abbiamo saputo attendere che la musica arrivasse da sola; sentivamo che un giorno sarebbe accaduto e cosi è stato e ci riteniamo fortunati per questo.</i></p>
<p><i>Prima di arrivare e decidere di incidere il disco abbiamo condiviso molto esperienze, umane e musicali: ci sono stati concerti, spettacoli teatrali e anche lunghi periodi di “silenzio”… coltivando una sintonia che è sempre stata presente.</i></p>
<p><i>La musica di “Winds in Tunes” è soprattutto originale, fatta di composizioni e improvvisazioni. </i></p>
<p><i>Si parla di un Jazz il cui significato qui non è filologico e stilistico; è più una concezione “europea”, se vogliamo più legata alle nostre tradizioni classiche e contemporanee.&nbsp; Ci sentiamo molto in sintonia con quel mondo sonoro un po’… “ECM”.</i></p>
<p><i>Quindi, cos’è “Winds in Tunes”? …in realtà non amiamo le definizioni, perché non è un progetto nato a tavolino; ma tanto per darne una e fare un po’ di “filosofia“: “Winds in Tunes” è un’intenzione, cercare di essere umili strumenti a servizio; lasciar parlare la musica senza troppi intellettualismi e interferenze… se penso ad un’immagine, è quella di una canna vuota che viene attraversata e mossa dal vento, senza opporsi ad esso…”</i></p>
<p align="right"><b><i>Simone Maggio</i></b></p>
<p><b><i><br clear="ALL" /> </i></b></p>]]></description>
  </item>
  
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   <title><![CDATA[Album:Simone Maggio - Natives]]></title>
   <link>/shop.html?view=album&amp;album=1</link>
   <pubDate>Sun, 20 May 2012 18:25:47 GMT</pubDate>
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   <description><![CDATA[<p><img alt="natives" src="images/stories/simonemaggio/natives.jpg" height="244" width="244" /><b><i>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></b></p>
<p><b><i>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br /></i></b></p>
<p><b><i> </i></b></p>
<p><i> “Così noi decideremo di vendervi la nostra terra. Ma questo è strano per noi. Perché se non possediamo lo scintillio dell’acqua, il silenzio della foresta , come possiamo venderle?...”</i><i> </i></p>
<p><i> </i></p>
<p>Natives è un progetto &nbsp;musicale nato da una profonda risonanza con l’essenza dell’anima dei “nativi”, come vengono chiamati gli uomini che popolavano l’America prima che i bianchi la conquistassero brutalmente, distruggendo una cultura tra le più profonde e poetiche della umanità.</p>
<p>Le fonti del progetto sono state cercate tra i canti di varie tribù e filo conduttore che scandisce l’intrecciarsi di queste ombre che attraversano l’intera gamma delle emozioni ed esperienze umane è il discorso di Chief Seattle, il primo ( e forse insuperato per bellezza), discorso in difesa del pianeta.</p>
<p>E’ importante sottolineare che il concetto di Nativi non si riferisce in questo progetto ai soli indiani d’America ma vuole rivolgersi e parlare di tutti gli esseri umani, che indipendentemente dal loro grado di evoluzione tecnologica, sono stati e rimangono dei Nativi , degli abitanti di Madre Terra.</p>
<p>Il cacciatore, la sua donna, l’innamorato, i fiumi come fratelli fatti di acqua, gli animali come compagni del nostro viaggio terreno(“cosa sarebbe l’uomo senza animali? Se gli animali scomparissero l’uomo morirebbe a causa della sua&nbsp; immensa solitudine…”)il vecchio alla fine dell’esistenza, il dolore per un piccolo figlio perduto ,il vanto orgoglioso per lo splendore del proprio cavallo,la supplica ai poteri più alti per il dono della pioggia…</p>
<p>Il pacato, paziente,quasi stupito rilevamento delle diversità tra la razza bianca e la razza dei nativi sembra lo stesso senso di costrernata confusione che ci coglie dinanzi&nbsp; alla testimonianza di una violenza, del prevalere di un interesse per cui pochi godono di una abbondanza mentre molti sono nel bisogno.</p>
<p>Non è un sistema di credenze contro un altro: è il ricordo di quello che può rendere la vita di ogni creatura un’esperienza significativa o avvicinarla ad un viaggio disperante come le preoccupanti emergenze sociali della nostra struttura occidentale stanno facendoci avvertire: è l’uomo che si differenzia da ciò che ci rende non umani.</p>
<p>Chief Seattle parla della poesia intessuta nella nostra memoria genetica e ci avvicina ad una parte che la più sofisticata delle tecnologie non potrà mai ( per nostra fortuna) sostituire: la nostra irriproducibile, non misurabile, non sostituibile qualità di esseri umani....</p>
<p>....leggi il resto nell'articolo del blog (sezione musica).</p>]]></description>
  </item>
  
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